recensione diGiovanni Dall'Orto
Relax (Frankie goes to Hollywood, 1983)
"Relax" può essere definito simbolicamente il video con cui iniziò l'attacco alla censura praticata dalle tv contro la tematica omosessuale nei videoclip.
Un po' era giocoforza farlo, dato che le parole dicono:
"Rilàssati
non fare così
quando vuoi arrivarci.
Rilassati
non fare così
quando vuoi venire".
E non c'è chi non veda che qui si sta parlando, dichiaratamente, d'un rapporto orale. Con un tema così, non sfidare le censure era impossibile...
Si noti che il cantante del gruppo, Holly Johnson, fu molto più sveglio e rapido nel fare coming out di quanto non lo siano stati i suoi tentennanti colleghi "velati" dell'epoca, da Boy George a Freddie Mercury a Morissey a Marc Almond a Neil Tennant-- per non parlare dei Village people, che non lo fecero mai. (E quando nel 1993 si scoprì sieropositivo, discusse anche di questa sua condizione).
Anzi, con Paul Rutherford i componenti gay dichiarati della band erano ben due.
Messa così, non possono esserci dubbi sul fatto che fosse del tutto intenzionale il doppio senso omosessuale di versi della canzone quali:
Anche perché ad un certo punto del testo si parla apertamente di "succhiare"."Sparalo nella direzione giusta
(...)
devi colpire me
colpiscimi
colpiscimi con quei raggi laser".
Ciò premesso, mi correggo: mostrare nel video l'omosessualità non era proprio proprio giocoforza, come dimostra il fatto che per questa canzone fu approntata una seconda versione del videoclip, priva d'eccessi (e tirata via al risparmio), nonché totalmente eterosessuale.
Quindi se l'argomento fu evocato, fu perché si volle deliberatamente farlo.
Insomma, col senno di poi è fin troppo facile dire che, visto il tema della canzone, la messa al bando del video fu cercata espressamente (e infallibilmente ottenuta) come strategia pubblicitaria. Peraltro di successo, visto che dopo un attimo dalla messa al bando non si parlava d'altro e tutti bramavano (invano) di vedere il video proibito (Internet non c'era ancora). La stessa campagna pubblicitaria cercava lo scandalo con frasi come: "I Frankie Goes to Hollywood stanno per venire. Si faranno leccare gli stivali dai Duran Duran. 19 pollici" [cioè 33 giri, NdR] "da prendere tutti, fino in fondo".
In realtà, a ben vedere, non è che l'omosessualità ci faccia una gran figurona, nel bar in cui entra il cantante in questo clip. In primis, viene solo evocata, in base all'ambientazione e al vestiario dei presenti (tutti maschi, meno la barista e una prigioniera in gabbia), ma mai mostrata: non si vedono coppie allacciate in amplessi e neppure nudità maschile. Però si vedono molti completi di cuoio alla Tom of Finland. Insomma il richiamo a questo mondo è esplicito, ma solo per gli standard di quegli anni..
L'aspetto con cui viene presentata la realtà gay è quella della sottocultura clone (leather) delle metropoli Usa dell'epoca.
(Una sottocultura, peraltro, che senza che nessuno lo immaginasse stava per essere completamente spazzata via dall'Aids, di cui s'era già sentito qualche tuono e fulmine, ma non ancora il tornado in tutta la sua forza, dato che ci avrebbe messo ancora un paio d'anni ad esplodere).
In secondo luogo il locale gay qui è presentato attraverso occhi e mentalità completamente eterosessuali, come una specie di riproposizione musicale della Cena di Trimalcione del Satyricon di Fellini (i richiami sono evidenti: c'è perfino un incongruo ciccione in portantina con tanto di toga romana, che da un matroneo ordina di torturare questo o quel cliente. Ricorda molto gli imperatori romani cattivi e capricciosi dei film peplum degli anni Sessanta).
La situazione in cui si trova Johnson, prescelto dal ciccione per essere dato in pasto a un tigrotto, che invece riuscirà ad ammansire, è più degna della favola di Barbablù o di Pollicino che d'una vicenda del 1983, e il locale somiglia più a un antro della strega che a un bar gay. La paglia per terra fa pensare più ad un circo che ad un locale, e la presenza d'animali conferma il richiamo ai circhi o agli zoo.
Palesemente, qui è stata lasciata via libera alle fantasie etero più morbose a proposito di quanto si svolgeva dietro le porte dei postacci per uominisessuali. Il risultato è grottesco, ed anzi a tratti ripugnante: ben lontano dalla celebrazione gioiosa e senza complessi della sessualità, su cui si basava la sottocultura gay di quegli anni!
Il locale è un casino in tutti i sensi, con gente che si agita senza costrutto, con un mezzo travestito che lecca una banana non sbucciata (che oplà, finirà un mano a Johnson), vergini di Norimberga, gabbie, e per finire l'allusione alla "pioggia dorata" nella scena conclusiva, in cui getti di liquido cadono dall'alto addosso a Holly Johnson e Paul Rutherford. Sinceramente, per garantire matematicamente il bando dalle tv, a questo video mancava solo che uccidessero e mangiassero crudo un bambino.
Insomma, nonostante questo video abbia contribuito a rompere tabù (e questo giustifica in parte l'entusiasmo con cui fu accolto all'epoca), qui non c'è una vera celebrazione sbarazzina del sesso come nella canzone, qui non c'è gioia: l'atmosfera è cupa, e letteralmente mortifera.
Prefigurazione dell'Aids? Può darsi. Ma di certo anche tanto moralismo eterosessuale su quel che si pensava fosse il mondo gay, trasformato in immagini.
La canzone "Relax" ebbe uno straordinario successo di vendite, e la curiosità che il video attrasse riuscendo a non farsi trasmettere in tv iniziò ad instillare nelle tv stesse il sospetto che una parte del pubblico i video un po' "audaci" in realtà li volesse vedere.
Ma la liberalizzazione sul tema proseguì a passo di lumaca ancora per qualche anno. Tant'è vero che le prime canzoni esplicitamente gay che riuscirono a diventare video negli anni seguenti, non riuscirono ancora per un po' a bucare la cappa del conformismo.